La Fondazione Agnelli, assieme alla Fondazione Rocca, si è impegnata ad approfondire la questione del gap di apprendimento scolastico tra Nord e Sud con una ricerca che parte dalla rilevazione Invalsi 2022-23 sulla classe seconda della secondaria di II grado (cioè sulle competenze dei 15enni) e che è diventata un rapporto presentato alla Camera lo scorso 29 maggio.
Se si guarda al punteggio per l’italiano, la media nazionale è 196, sopra svetta la Provincia di Trento con 2155 – a seguire altri territori – ma sotto troviamo la Liguria e la provincia di Bolzano, con 195 e 194, la Basilicata con 193, la Puglia con 187 e infine Sicilia, Campania e Calabria con 186. Per la matematica la media italiana è di 197, sopra sempre la Provincia di Trento con 225, a seguire altre Regioni, sotto il Lazio con 194, Puglia e Basilicata con 191, Campania con 183, Calabria con 182 e Sicilia con 181. I ragazzi delle tre regioni ultime è come se avessero fatto 2 anni di scuola in meno. Vale a dire che più de16o% degli studenti di Campania, Calabria e Sicilia non ha competenze adeguate in Italiano Perla matematica si aggiunge anche la Sardegna. Il lavoro di approfondimento ha portato a individuare anche i divari derivanti dall’indirizzo di studi, senza distinzioni di aree geografiche e quindi si può riferire che nel Sud per la matematica il punteggio medio è di 188, che al liceo scientifico sale a 212, ma scende nei tecnici a 185, ancora negli altri licei a 182, per precipitare a 160 nei professionali. Ma la novità di questo rapporto è l’approfondimento delle cause del gap “trasversale”. Sono state individuate scuole di eccellenza (1 liceo e i professionale in Puglia, i tecnico e altri 2 professionali distribuiti tra Lombardia, Emilia Romagna e Lazio) e ne è stato studiato il modello organizzativo, la gestione delle risorse, la gestione della didattica e dei curricula e le attività extracurricolari. E il risultato è che «sebbene con forme di leadership diverse, le 5 scuole adottano modelli organizzativi che favoriscono una logica cooperativa, con una leadership condivisa focalizzata su alcune priorità: miglioramento continuo dell’efficacia delle azioni; clima favorevole nell’istituto e nelle classi, prevenzione e contrasto dei ritardi di apprendimento, minimizzazione dei conflitti».
