Di seguito un estratto del testo a firma del Cav. Lav. Rocca pubblicato sul Sole24Ore:
“L’Italia spende nella Sanità meno rispetto agli altri Paesi: proprio per questo deve spendere meglio. Il Documento di finanza pubblica prevede un incremento dei fondi per il Sistema sanitario nazionale (Ssn) di circa n miliardi di euro, per arrivare nel 2029 a circa il 6,4 per cento del Pil (contro il 6,3 per cento attuale). È un segnale importante, ma richiede uno sforzo per “far funzionare” la Sanità nel migliore dei modi. Altrimenti il tentativo del Governo di accrescere i finanziamenti per il Ssn, pur in un quadro economico complesso, rischia di cadere nel vuoto. In tutta Europa, i sistemi sanitari devono affrontare la sfida di tre forze concentriche: l’invecchiamento della popolazione, che fa crescere la domanda di cure; il declino demografico, che riduce le risorse a disposizione; e il progresso tecnologico, che rende possibili cure sempre più avanzate ma può comportare costi crescenti. Per risolvere questo dilemma abbiamo due grandi alleati. Il primo è agire sull’organizzazione. Perché gli obiettivi siano raggiungibili, devono anzitutto essere espressi in termini quantitativi e, pertanto, misurabili. L’Italia è, sotto questo profilo, un’eccellenza: Agenas da anni compie rilevazioni puntuali sulla performance delle diverse strutture, pubbliche e private, fungendo da bussola al miglioramento complessivo della Qualità clinica nazionale. Grazie alla trasparenza possiamo intervenire sull’organizzazione del settore per utilizzare al meglio le risorse disponibili, che sono per definizione limitate: questo vale per i capitali finanziari e soprattutto per il capitale umano, a partire da ricercatori, medici e infermieri. Per offrire cure servono sia competenze tecniche, sia quel tipo di soft skill che derivano solo dalla frequentazione assidua dei pazienti e dalla comprensione delle loro esigenze. Serve, parimenti, rafforzare la contiguità con la frontiera della ricerca, che la Premier Giorgia Meloni ha definito «leva strategica per difendere il diritto alla salute>. Gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCSS) sono uno strumento originale ed efficace per rendere sostenibile e accessibile l’innovazione. Tuttavia, la Sanità è un settore particolare, nel quale spesso il progresso tecnologico fa crescere i costi, visto che dobbiamo sviluppare terapie legate alle caratteristiche dei singoli pazienti. Ci sono fortunatamente ragioni di ottimismo: come ha osservato Richard Barker, la medicina di precisione, l’intelligenza artificiale e un approccio alla longevità basato sulle evidenze possono aiutarci, specialmente se sapremo migliorare ed estendere le pratiche di raccolta dei dati clinici. Occorre, dunque, fare della Sanità non solo il fondamento del nostro contratto sociale, ma anche un diritto concretamente fruibile, perché tutti i cittadini possano avere accesso alle cure migliori. Nel nostro dna di italiani c’è la capacità di fare tanto con poco: di applicare un ingegno che vorrei definire imprenditoriale ai problemi complessi, trovando soluzioni originali.”
