Non una bandiera da sventolare, ma una questione strutturale: riguarda i ruoli, la visibilità, l’accesso alle competenze e il modo in cui una società stabilisce chi merita attenzione, spazio e riconoscimento nello spazio pubblico. Questa l’idea di parità di genere del Cav. Lav. Diana Bracco che ha deciso tra le altre cose di sostenere il progetto “Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte”.
Nel contesto dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 l’iniziativa porta a Verona i ritratti realizzati dal fotografo Gerald Bruneau (all’aperto, lungo C.so Porta Borsari, fino al 15 marzo 2026).
“Nonostante il lavoro frenetico non rinuncio a coltivare le mie personali passioni per l’arte in tutte le sue forme, i libri, la pittura, la musica e l’opera lirica. Mi sforzo sempre di trovare del tempo per visitare una mostra o andare a un concerto” ha spiegato nell’intervista rilasciata alla testata Artuu durante la quale ha raccontato alcuni dei progetti culturali di cui è più orgogliosa.
“Fondazione Bracco si propone di formare e diffondere espressioni della cultura, della scienza e dell’arte quali mezzi per il miglioramento della qualità della vita, della coesione sociale e del benessere della collettività. Abbiamo fatto restauri, mostre, concerti e tournée in ogni parte del mondo, con partnership con grandi istituzioni, dal Palazzo del Quirinale al Teatro alla Scala, dalla National Gallery di Washington al Museo Poldi Pezzoli, dal Metropolitan di New York alla Triennale di Milano. Ricordo le grandi mostre dedicate a Fra Carnevale, Giorgione, Tiziano, Canaletto, Caravaggio e i concerti con la partecipazione di maestri quali Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Anne Sophie Mutter, Lorin Maazel, senza dimenticare i molti giovani talenti dell’Accademia Teatro alla Scala, musicisti, ballerini e tecnici dello spettacolo che Bracco aiuta a crescere. Io sono convinta che la cultura sia un grande strumento per la promozione della tolleranza e della pace, e che come diceva Claudio Abbado, “la cultura è un bene comune e primario, come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti””.
