Il Cav. Lav. Stefano Mauri (AD di GEMS) è stato intervistato dal Fatto Quotidiano e ha dichiarato:
“Molti lamentano che gli editori puntino solo al profitto e che non ci sia più spazio per ricerca e sperimentazione. Se è vero che ci sono meno testi iper-letterari, è altrettanto vero che ne è calata drasticamente la domanda. Noi comunque pubblichiamo libri importanti che prevediamo già in perdita, ma certo occorre contingentarli per non compromettere i bilanci. Diversi editori scelgono di pubblicare meno. Noi abbiamo come quota di mercato con duemila novità ogni dodici mesi. Significa che l’editoria potrebbe stare in piedi con 20 mila titoli l’anno, anziché 80 mila. La crisi non c’è perché il desiderio di leggere libri è inalterato. Il calo temo sia dovuto all’abolizione della 18App. Concedere ai maggiorenni un bonus di 500 euro aveva favorito la voglia di libri, rivitalizzato editori e librerie. Ha consentito in pochi anni alla Generazione Z di orientare nuovi gusti, di incidere sulle classifiche. Con i social hanno modificato il passaparola sui libri. Dopo la pandemia si sono create comunità che prima non esistevano. Tanti adolescenti hanno di fatto espresso le loro identità attraverso i libri letti e condivisi. È cool leggere! Sono perlopiù le donne a tenere in piedi il mercato”.
