“Guardo al 2026 con un atteggiamento pragmatico e ottimista. Non vedo scenari catastrofici ma nemmeno automatismi positivi. Le opportunità esistono ma si realizzeranno solo a una condizione molto chiara: non continuare a sovraccaricare l’industria di vincoli e regole irrealistiche. Le imprese devono essere messe nella condizione di lavorare. Serve tornare a investire in modo serio e strutturale su tre fattori decisivi: tecnologie, persone ed energia. Dobbiamo essere consapevoli che il mercato non è in fase di espansione esplosiva ma sta cambiando pelle. E proprio per questo l’Europa deve fare oggi le scelte giuste per non trovarsi in una posizione di rincorsa rispetto ad altri grandi attori globali che hanno adottato politiche industriali forti a tutela delle proprie imprese” ha spiegato il Cav. Lav. Marco Bonometti a La Voce del Popolo auspicando poi che la revisione annunciata dalla Commissione europea rispetto al transizione green si realizzi concretamente.
Tra i vari temi approfonditi durante l’intervista anche quello della formazione giovanile: “La scuola deve affrontare una sfida duplice: rafforzare le competenze tecniche e formare persone capaci di stare nel mondo del lavoro. Esperienze come quella del Luzzago indicano una direzione efficace con didattica laboratoriale, approccio Steam, laboratori scientifici e informatici, apertura internazionale. Ma serve un ponte stabile con l’impresa.
