“L’intelligenza artificiale sarà una sfida epocale per la medicina”. A dirlo è il rettore dell’Humanitas University Luigi Maria Terracciano, alla guida del polo d’eccellenza scientifico e medico alle porte di Milano, che la definisce anche «una rivoluzione» durante l’apertura del dodicesimo anno accademico dell’ateneo, che lavora in simbiosi con il vicino ospedale Irccs Humanitas.
A festeggiare il traguardo accademico sono i primi laureati del corso Medtec School in Medicina e Ingegneria Biomedica, in partnership con il Politecnico di Milano. È solo l’esempio di un’offerta formativa che coinvolge 3.000 studenti, di cui molti scelgono la carriera da ricercatori: dei 1.085 iscritti a Medicina il 43 per cento di questi arriva dall’estero.
Sul punto è intervenuto il presidente di Humanitas Cav. Lav. Gianfelice Rocca: “Siamo nel contesto più complesso dall’ultimo dopoguerra e favorire la ricerca significa essere competitivi per fare la differenza sia per la formazione sia per i pazienti. I fondi impiegati in ricerca da parte dell’Irccs e da parte di Humanitas University sono in crescita. Crediamo nella medicina personalizzata grazie anche a una Tac all’avanguardia e alla riproduzione degli organi in 3D. Mantenere aperte ai cittadini le porte dei centri d’eccellenza è un fatto doveroso. Con i progressi della telemedicina dovremmo però portare ovunque la medicina più avanzata”.
