Tra i vincitori del recente Bando Musei d’Impresa promosso da Regione Lombardia figura anche MUMAC – Museo della Macchina per Caffè di Cimbali Group. Questo successo conferma ancora una volta la rilevanza dei musei d’impresa come strumenti strategici per l’innovazione e la valorizzazione dell’heritage industriale, confermandone il ruolo di presìdi culturali capaci di raccontare la storia produttiva e innovativa del Paese.

Il contributo regionale a fondo perduto previsto dal bando finanzia spese che riguardano progetti di innovazione e valorizzazione, la realizzazione o riqualificazione di spazi espositivi e allestimenti anche digitali, promozione, collaborazione con istituti scolastici, università e altre istituzioni culturali.
In particolare, MUMAC ha scelto di concentrare il proprio progetto su due assi portanti, digitalizzazione e inclusività. L’obiettivo è rafforzare il museo come punto di riferimento per la Cultural Corporate Responsibility di Cimbali Group, integrando la cultura all’interno delle strategie di sostenibilità aziendale.
Come museo d’impresa, MUMAC non si limita infatti a custodire e raccontare il patrimonio storico delle macchine per caffè e dei brand del Gruppo, ma promuove anche eccellenza tecnologica, design e Made in Italy attraverso attività trasversali, multiculturali e inclusive. Inoltre, il museo dialoga con istituzioni e realtà locali, restituendo al territorio impegno, apertura e collaborazione.
Essere tra i progetti ammessi a finanziamento significa avere l’opportunità di integrare nuove forme di accessibilità, sfruttare tecnologie digitali per arricchire l’esperienza di visita, migliorare la comunicazione dei valori aziendali e culturali che il museo custodisce. Un traguardo che rafforza un modello di impresa che investe in cultura non solo come esibizione del passato, ma come leva per il futuro: per l’innovazione, per la sostenibilità, per il coinvolgimento sociale.
In definitiva, MUMAC si conferma non solo custode della memoria aziendale, ma anche attore protagonista nella costruzione di una cultura d’impresa responsabile, inclusiva e digitalizzata, capace di dialogare con il territorio, con le nuove generazioni e con tutti quelli che credono che la cultura – quella d’impresa come quella artistica – sia motore di crescita collettiva.
