Dalla «Falce e martello» di Andy Warhol a un’Aston Martin, da un dipinto di Jean Dubuffet a una rombante Ferrari «Roma». Sono quattro fra i molti beni oggetto di una recente operazione di riassetto della cassaforte del Cav. Lav. Paolo Clerici, l’imprenditore genovese che tra pochi giorni compirà 80 anni.
L’operazione riguarda la holding di famiglia Fincler ed è una sua scissione parziale che segue quella avvenuta nel 2017 e quella di poche settimane fa con cui la cassaforte è stata assorbita nella controllata industriale Coeclerici, uno dei principali operatori nella fornitura di servizi integrati per l’approvvigionamento delle materie prime per l’industria siderurgica ed energetica.
«La proposta scissione», si legge nel progetto dell’operazione appena depositato, «si inquadra in un generale riassetto delle partecipazioni e delle altre attività e passività di Fincler. Separando la proprietà del 100% in Coeclerici dalle altre attivitàe passività che compongono il patrimonio oggetto di scissione attribuendole alla beneficiaria Silvaplana. Ciò consente al contempo di massimizzare il valore creato attraverso la gestione degli asset assegnati a Silvaplana e di facilitare l’ulteriore razionalizzazione della catena partecipativa». Il Cav. Lav. Clerici è amministratore unico della scissa e della beneficiaria, la cui composizione del capitale (11,6 milioni per Fincler e un milione per Silvaplana) è identica: il 99,99% in mano a Cnf Generale Fiduciaria mentre l’imprenditore ha direttamente lo 0,01% e questo fa pensare che l’intestazione fiduciaria riguardi anche gli eredi. Ecco perché non è previsto concambio. Fincler si disfa quindi di una serie di beni con un valore patrimoniale netto di 16,5 milioni. Si tratta di un immobile a Milano e di alcuni contratti di affitto di immobili nel capoluogo lombardo e a Roma, ma la parte più interessante riguarda 31 opere d’arte fra dipinti e sculture con un valoe complessivo di 8,2 milioni. Fra queste opere, oltre a quelle dei citati Warhol («Hammer and Sickle») e Dubuffet («Mondanité XVIII»), quelle di Arnaldo Pomodoro, Bram Van Velde, Alberto Magnelli, Albert Marquet, Giovanni Boldini, Abel Grimmer, Jean Michel Folon e Joan Mirò. «Very little colour», dipinto da Jean Fautrier nel 1958, è l’opera di maggior valore patrimoniale: oltre 1,1 milioni.
