«Dal 1975 ad oggi con il CDI abbiamo eseguito 165 milioni di prestazioni, di cui 380.000 check up, 6 milioni di esami di diagnostica per immagini, 140 milioni di esami test di laboratorio, e oltre 17.500.000 di visite ambulatoriali». Accanto agli esami, ci sono i pazienti e anche qui ci sono numeri con tanti zeri, ovvero oltre 20 milioni di pazienti: «Di questi 5 milioni in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, 5 milioni con fondi assicurativi, 6 milioni in solvenza, e 4,3 milioni seguiti dalla medicina del lavoro. Ricordo sempre che per noi, fin dall’inizio, è stato fondamentale coccolare i nostri pazienti con servizi su misura, con tecnologie all’avanguardia e medici eccellenti, anche dal punto di vista umano. Siamo nati e continuiamo a essere una realtà rivolta al futuro investiamo in ricerca e in tecnologia ogni anno circa il 10% del nostro fatturato, siamo presenti a congressi nazionali e internazionali, collaboriamo a centinaia di pubblicazioni, abbiamo accordi con le Scuole di Specialità dell’Università degli Sudi di Milano. Tante sono le nostre eccellenze, cito volentieri la nuova Mappatura Nei Total Body Advanced presso la nostra sede di Largo Augusto, e la Tomografia Computerizzata a conteggio di fotoni presso in via San Bon a Milano, che rivoluziona l’imaging migliorando in modo straordinario l’accuratezza della diagnosi».
Con queste parole il Cav. Lav. Diana Bracco ha commentato i 50 anni del Centro Diagnostico Italiano che nel 2024 ha fatturato più di 150 milioni di euro, effettuato 5.700.000 esami di laboratorio, 300.000 prestazioni di diagnostica per immagini, 700 sedute di radioterapia, oltre un milione di visite ambulatoriali e attraverso una struttura sanitaria dedicata, fornito il servizio di medicina del lavoro a 1300 aziende su 2000 sedi.
Una struttura dove lavorano globalmente più di 1500 persone, tra questi ci sono medici specialisti, tecnici sanitari, infermieri e impiegati. Una realtà che è cresciuta grazie alla costante attenzione all’innovazione che sta diventando un mondo sempre più veloce anche grazie all’AI.
«Pensiamo solo al Digital Twin, il Gemello Digitale che ogni paziente pub avere, per ipotizzare quello che gli succederà con l’applicazione dei dati, ma ricordiamoci che alla base c’è sempre la visione dell’uomo, del medico. Siamo passati dalla medicina reattiva a quella predittiva, che interviene attivamente prima che la malattia si sviluppi, diventerà sempre più personalizzata e importante per la nostra salute. Non a caso il benessere delle persone, da attuare attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce, è la mission del Gruppo Bracco di cui CDI fa parte».
