Da cantante a produttrice, e non solo: il Cav Lav. Caterina Caselli rappresenta un’icona degli anni Sessanta e di una cultura pop in continua evoluzione.
In occasione del suo 80° compleanno, viene ripercorsa la sua carriera che la vede protagonista della musica prima come voce, poi come “orecchio”:
“Con Sugar Music succede qualcosa di strano: Caselli diventa un orecchio. E l’ascolto è sempre più radicale della visione. Perché implica scelta, taglio, esclusione. Produce, sì, ma “produrre” è una parola che non basta. Costruisce percorsi, ma anche qui: quali percorsi? Non lineari, mai lineari. La parabola di Caterina Caselli consente di cogliere la continuità di queste tensioni e mostra come il cambiamento non sia mai un atto puntuale, ma un processo. Un processo fatto di adattamenti, di resistenze, di aperture. E conduce a pensare la musica come luogo in cui una società prende forma, si riconosce, e insieme si mette in discussione. Gli anni Sessanta, rivisti in questa prospettiva, non sono nostalgia. Sono l’archivio instabile del nostro presente scontento, sempre alla ricerca di qualcosa che non sappiamo e che desideriamo possa accadere ancora una volta, due volte, di nuovo. Caterina Caselli resta una delle poche figure che non si è lasciata trasformare in un documento di quegli anni lontani. La cantante, la produttrice, l’immagine, la struttura invisibile” spiega l’articolo del QN.
