Ciclo di vita dei prodotti, droni per la digitalizzazione degli impianti industriali, elettrificazione e mobilità, Ia generativa e strumenti open source, sono le linee di indagine individuate da Intellimech – Consorzio per la meccatronica per le ricerche da sviluppare nel 2026. Niente di tutto questo, però, è frutto di moda o tendenza, quanto piuttosto di concrete esigenze aziendali, secondo lo spirito che muove l’associazione meccatronica. Nell’assemblea dei soci svoltasi ieri nell’auditorio di Confindustria Bergamo, infatti, sono stati presentati 24 progetti da una quindicina di realtà consorziate, votati dai presenti per identificare quelli che includono una pluralità di interesse. «Successivamente andremo a intervistare uno a uno tutti i nostri soci per definire i 10 interventi su cui concentrarci durante l’anno», spiega il presidente Cav. Lav. Gianluigi Viscardi, raccontando una pratica ormai consolidata del consorzio e strutturata per soddisfare il maggior numero di bisogni. «Ovviamente l’intelligenza artificiale la fa da padrone ma deve portare valore in azienda, perché noi restiamo un consorzio di meccatronica e stiamo parlando troppo di “tronica” e poco di “mecca“. Il nostro Dna manifatturiero deve restare ben saldo e l’Ia deve entrare in tutto ciò che è routine».
Nella sostanza, i progetti votati sono molto concreti, soprattutto nell’evidenziare quelle che sono reali problematiche delle aziende di ogni ordine e grado. Si va da modelli di certificazione semplificata per l’Esg, all’intelligenza artificiale applicata ai minimi dispositivi intelligenti come sensori di macchine o microcontrollori esclusi dal cloud.
