“La guerra haitiana ci riguarda anche solo per il fatto che in essa si scorgono le direttrici verso il futuro distopico lungo le quali il mondo si sta incamminando. Cambiare il paradigma è il primo passo per farsene carico e contribuire alla soluzione”. Da questa convinzione è nato il progetto “Figli di Haiti”, il primo sostenuto dalla Fondazione Avvenire, appena costituita per valorizzare, promuovere e diffondere i valori di solidarietà e amicizia sociale che da sempre animano il giornale.
«Il nostro obiettivo è aiutare chi è rimasto indietro. Dare luce a ciò che luce non ha. Riconoscere il valore inestimabile di ogni persona umana è alla base di questo impegno», spiega la presidente Cav. Lav. Linda Gilli.
Fino alla fine dell’anno, combinando vari linguaggi e piattaforme, il quotidiano e il sito di Avvenire racconteranno Haiti e i suoi figli, da una parte all’altra dell’oceano, attraverso reportage, interviste, approfondimenti, podcast. Un docufilm consentirà ai lettori di immergersi anche visivamente nelle ferite di Haiti, nelle quali si insinua ostinata la speranza. Un gruppo di bimbi e adolescenti dell’isola, poi, sarà chiamato a descrivere la “sua” Haiti con una serie di scatti, realizzati sotto la supervisione di un collettivo di fotografi locali. Le immagini comporranno il calendario 2026 di Avvenire nonché una mostra.
Tutti i materiali disponibili per centri missionari, associazioni, scuole, Ong e qualunque realtà sul territorio che voglia dedicare un momento di riflessione all’isola. Una sintesi di drammi e di bellezza come confermano le storie degli haitiani della diaspora, a partire dall’Italia, attivamente coinvolti nella vita artistica, culturale e politica dei Paesi dove si sono trasferiti.
