L’export italiano si conferma resiliente e dovrebbe crescere del 2% nel 2026, raggiungendo i 656 miliardi di euro, per poi accelerare ulteriormente nel biennio successivo fino a sfiorare i 700 miliardi nel 2028.
È lo scenario delineato dal Rapporto Export 2026 di Sace, presentato alla Farnesina, che evidenzia la capacità delle imprese italiane di reagire alle tensioni geopolitiche e alle incertezze internazionali. Tra i principali motori della crescita figurano le filiere dell’energia, dell’agroalimentare e della meccanica, mentre Asia-Pacifico e mercati emergenti rappresentano aree di crescente interesse per il Made in Italy.
Nel quadro delle strategie a sostegno dell’internazionalizzazione si inserisce il ruolo di Cdp, presieduta dal Cavaliere del Lavoro Giovanni Gorno Tempini, che ha ricordato come l’Italia non sia mai stata così presente sui mercati internazionali. Un risultato che, secondo Gorno Tempini, richiede ora di rafforzare ulteriormente lo sforzo collettivo e la capacità di accompagnare le imprese nella crescita all’estero.
L’obiettivo indicato dal Governo è raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni, facendo leva sulla collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo.
