«Abbiamo trascorso anni a bussare alle porte dell’ufficio acquisti della Fiat. Avrò percorso decine di volte, pieno di speranze, l’autostrada Milano-Torino. Prendevo appuntamento con i funzionari. Partivo con la nebbia d’inverno e con il sole d’estate. Mi facevano fare anticamera. Illustravo i nostri prodotti. Ma non ottenevo mai nulla». Eppure «quell’impedimento a svilupparci verso Torino ci ha convinto a provare a dirigere le nostre forze verso Nord: il mercato industriale della Germania, dove operavano altre grandi case automobilistiche. Quella intuizione strategica, coincisa con la mancata crescita interna nazionale, è stata la maggiore fortuna di Brembo».
Così il Presidente onorario Cav. Lav. Alberto Bombassei racconta gli esordi del successo della sua azienda. Un racconto che viene affidato a Paolo Bricco nel libro «Brembo / La velocità dei freni» edito da Il Mulino.
Un titolo ossimoro che l’autore ha scelto volendo omaggiare la capacità di cogliere le occasioni che ha sempre distinto la storia della multinazionale bergamasca (3,7 miliardi il fatturato 2025, con margini lordi a 610 milioni, 1116,5% dei ricavi).
