Cysero raddoppia. Sono partiti i lavori per la costituzione di Cysero 2, un nuovo fondo di investimenti destinato all’innovazione di frontiera e alle nuove tecnologie, a partire dalla cybersicurezza e dalla robotica, che nascerà nei prossimi mesi. I nomi dietro a Cysero 2 saranno i più importanti dell’industria bergamasca e lombarda: tra quelli confermati ci sono il patron di Brembo Cav. Lav. Alberto Bombassei, il presidente del gruppo Radici Angelo Radici e Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi e di Confindustria Lombardia. «Stiamo però cercando di ingrandirci e di estendere la partecipazione a nuovi investitori», conferma Giovanna Dossena, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Bergamo e presidente di Avm, il gestore che si occupa di Cysero. L’obiettivo del nuovo fondo è ambizioso: Dossena vorrebbe passare da un capitale di 50 milioni di euro (rapidamente esaurito negli scorsi mesi) a uno di 150 milioni.
«Con i fondi iniziali abbiamo investito in dodici startup sparse in tutta Italia. Ma quelle che hanno bussato alla nostra porta erano molte di più: ad alcune abbiamo detto di no perché non rientravano negli scopi del fondo, mentre per altre la questione è stata il raggiungimento della disponibilità massima di capitale. Con Cysero 2 vogliamo risolvere il problema», afferma Dossena, che spiega come il successo del primo fondo stia nella lungimiranza.
«Cysero è partito sulla base di un’intuizione: abbiamo immaginato dove ci avrebbe portati il futuro, e ci siamo detti che le tendenze degli anni svenire sarebbero state l’automazione e l’intelligenza artificiale. Per questo abbiamo deciso di investire sulla robotica, che è quel settore dove IA e automazione si incontrano, e sulla cybersecurity, fondamentale per farci accettare senza paura che una macchina si muova da sola dentro un’azienda, un magazzino o un ospedale», aggiunge la docente dell’Università di Bergamo, che continua: «Siamo anche partiti dalla consapevolezza che alcune mansioni possono essere demandate alle macchine, permettendo a chi le esegue di riqualificarsi per occuparsi di lavori a maggior valore aggiunto. La crescita della robotica, ormai estremamente affidabile nei movimenti, e dell’intelligenza artificiale, che può memorizzare e gestire in tempo reale una grande quantità di informazioni, ci ha fatto capire che avevamo imboccato la strada giusta. La cybersecurity è venuta da sé, perché applicare PIA a una macchina non basta: dobbiamo anche assicurarci che sia gestibile, sicura e affidabile».
