Mentre numerose aziende stanno spostando la produzione fuori dai confini nazionali, il Gruppo Ariston, quotato dal 2021 in borsa su Euronext Milan, va controcorrente e scommette forte sull’Italia. L’azienda guidata dal presidente esecutivo Cav. Lav. Paolo Merloni ha stanziato 500 milioni di investimenti (dal 2022 al 2028), annunciando anche una nuova fabbrica ad Albacina (AN), che sorgerà all’interno del sito che Ariston Group ha riacquistato nel 2018, dopo la chiusura di Whirlpool nel 2014.
Un impianto produttivo modello, basato sulla logica World Class Manufacturing e realizzato in collaborazione con Accenture e Nvidia. Digital twin, IoT, intelligenza artificiale e interfacce naturali al centro del nuovo plant, sviluppato per rispondere ai più severi standard Esg.
I 500 milioni non saranno destinati solo al plant di Albacina, ma saranno utilizzati anche per potenziare il sito già esistente di Osimo (AN), che produce caldaie destinate ai mercati europei, e quello di Agrate Brianza (MB), polo R&D per pompe di calore.
«Abbiamo riportato in Italia la produzione di scaldaacqua dalla Cina», afferma Paolo Merloni, introducendo la strategia per il reshoring.
In passato, questo sito produttivo era la sede delle attività di Indesit, aziende della famiglia Merloni specializzata nella produzione di elettrodomestici e che venne rilevata dagli americani di Whirpool e chiusa nel 2014. A fronte della chiusura da parte di Whirpool del sito di Albacina nel 2014, Ariston Group lo riacquista e nel 2018 lo reindustrializza. «Ariston Group ha saputo mantenere l’Italia al centro del proprio sviluppo, dimostrando come la crescita internazionale possa contribuire al benessere del territorio, senza fratture», spiega il Cav. Lav. Paolo Merloni. «Basti pensare che oggi l’Italia rappresenta poco più del 10% del nostro fatturato globale ma vi produciamo quasi il 40% dei nostri volumi industriali”.
