Dolce&Gabbana investe sulla filiera italiana della calzatura. La casa di moda di Domenico Dolce e Stefano Gabbana ha rilevato, attraverso il suo braccio operativo Manifatture italiane, lo storico calzaturificio marchigiano Fabi, contribuendo così a sostenere una delle eccellenze del Made in Italy.
L’operazione sarebbe stata conclusa nell’agosto del 2024, secondo quando emerge dal bilancio del gruppo, ma non è mai stata ufficializzata. Anche se sul sito di Fabi si rimanda per il servizio clienti alla società Manifatture italiane di via Carlo Goldoni a Milano. Il calzaturificio di Monte San Giusto (Macerata) era già fornitore di Dolce&Gabbana. Fondato nel 1965 dai fratelli Elisio ed Enrico Fabi a cui è succeduta la seconda generazione capitanata da Emanuele Fabi, il calzaturificio è stato uno dei maggiori esponenti del distretto marchigiano della scarpa, anche grazie all’espansione del mercato russo che portò a un vero e proprio boom negli anni 2000. Nel 2012 il fatturato dell’azienda era arrivato a 46 milioni di euro con circa 370 dipendenti. Nel 2014 era stato inaugurato a Roma Palazzo.
Fabi, uno spazio di 700 metri quadrati in via del Babuino, che univa le eccellenza della moda a quelle dell’enogastromia. Il crollo del mercato russo ha messo però in difficoltà l’azienda che, nella primavera del 2024, ha siglato un accordo di ristrutturazione del debito, con i creditori bancari e finanziari, omologato dal Tribunale di Macerata. Attualmente i dipendenti sarebbero 170, salvaguardati grazie all’investimento di Dolce&Gabbana.
L’operazione includerebbe l’acquisizione anche dei marchi Fabi e Barracuda che vengono definiti dalla griffe brand «con interessanti opportunità di sviluppo». Dolce&Gabbana da sempre difende, sostiene e promuove il Made in Italy. Più recentemente la società ha investito sulla filiera italiana del beauty, internalizzato grazie a una serie di accordi con produttori, prevalentemente collocati nell’area lombarda, andando a costruire una sorta di beauty valley italiana. Alfonso Dolce, amministratore delegato della società, ha più volte infatti ribadito l’importanza di valorizzare e difendere l’italianità e i due stilisti lo hanno ricordato spesso attraverso le loro collezioni.
