“Questa onorificenza è stata una cosa molto bella per me, una grande emozione. La mia nipotina di 8 anni mi ha chiesto: “Come hai fatto nonna? Non sai andare a cavallo, non porti la macchina, ma che cavaliere sei?”. Beh, devo dire che lavoro da 50 anni e non solo fra le mie amiche, ma anche in famiglia sono l’unica che abbia lavorato. Mio padre era un uomo molto elegante, il classico signorino, però dopo la morte di mio nonno non ha mai lavorato: si manteneva giocando a bridge. Mia madre non ha mai lavorato, mio zio neanche. Dunque, sono stata la prima.”
Risponde così, il Cav. Lav. Chiara Boni a proposito dell’emozione nel diventare Cavaliere del Lavoro. Nell’intervista di Fortune sono molteplici i temi che emergono, dalla sua storia imprenditoriale alla vita privata. Con un focus sull’eleganza: “L’eleganza si riconosce a vista: lo stesso vestito, indosso a due persone diverse, una volta è elegante e un’altra non lo è. È la persona a fare l’eleganza, è una questione di chi sei e cosa vuoi comunicare. Insomma, può essere una dote coltivata, ma anche molto innata. Un certo modo di muoversi, la disinvoltura con cui si porta un abito”.
E al tema dell’impresa femminile in Italia: “Penso che sia difficile. Ma c’è anche un altro aspetto, e in questo caso parlo per me: sono molto affezionata ad alcune parti del mio lavoro, mentre ad altre non riesco ad applicarmi completamente. Ecco perché penso che ci voglia sempre il partner giusto. Del resto, tutti quelli che hanno avuto un grande successo nella moda hanno sempre avuto il partner giusto. Valentino con Giancarlo Giammetti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Miuccia Prada e Patrizio Bertelli”.
