Rimettere al centro il tessuto industriale italiano delle imprese medie e piccole, perseguendo al contempo rendimenti coerenti per gli investitori. È questa la direttrice strategica di Deep Value Club spa (DVC), la holding di partecipazioni lanciata all’inizio del 2026 e presieduta dal Cavaliere del Lavoro Stefano Preda, già Presidente di Borsa Italiana e fondatore di Banca Esperia, insieme a Jody Vender.
Il progetto nasce con l’obiettivo di integrare le esperienze maturate nel public e nel private equity per investire in piccole e medie imprese italiane quotate, che presentano un significativo divario tra valore intrinseco e quotazione di mercato.
DVC si configura come un partner strategico. La metodologia applicata combina i princìpi del value investing con moderni sistemi di analisi finanziaria basati sull’intelligenza artificiale. Questo approccio permette di valutare non solo le metriche quantitative, ma anche la qualità del management e la sua propensione a un percorso di crescita condiviso.
L’operatività di DVC prevede l’acquisizione di una partecipazione iniziale, generalmente compresa tra il 5% e il 10%, propedeutica all’avvio di un confronto con i soci e il management. L’obiettivo è affiancare la società in un processo di trasformazione che metta a disposizione competenze, relazioni e, dove necessario, ulteriore finanza per favorire il passaggio verso mercati regolamentati più liquidi, in grado di valorizzare adeguatamente la società quotata.
«Abbiamo riscontrato un positivo interesse da parte degli investitori che abbiamo coinvolto nella fase di lancio», spiega il Cav. Stefano Preda. «Si tratta di un nucleo di circa venti imprenditori, professionisti e manager di alto profilo che, con il proprio track record e il proprio network, contribuiscono direttamente alla solidità e alla capacità esecutiva del progetto».
L’iniziativa si concentra sul segmento delle small cap italiane quotate, un bacino di eccellenze spesso trascurato dai grandi flussi istituzionali e che, di conseguenza, soffre di una cronica carenza di liquidità e visibilità. L’intervento di DVC mira a colmare questo gap, promuovendo investimenti funzionali alla crescita reale e al rafforzamento della struttura industriale.
«Il risparmio deve poter essere orientato verso imprese capaci di generare innovazione e valore sociale», afferma Preda. «Con Deep Value Club intendiamo confermare che l’etica del valore e il rendimento finanziario sono obiettivi complementari. Il nostro approccio punta a favorire un mercato più efficiente, dove la qualità del business venga correttamente identificata e prezzata».
L’efficacia del modello ha trovato subito un primo riscontro operativo all’inizio di aprile 2026 con il perfezionamento dell’acquisizione del 5,3% di Ecosuntek, società quotata all’Euronext Growth Milan e attiva nel comparto delle energie rinnovabili. L’ingresso di DVC nel capitale è stato accolto favorevolmente dal mercato, registrando un apprezzamento del titolo del 30% nei primi giorni successivi all’annuncio.
L’operazione riflette la visione di lungo periodo dell’iniziativa: unire la tradizione industriale a una gestione moderna e dinamica delle partecipazioni, con il presupposto che il rigore analitico sia la condizione necessaria per la scoperta e la cristallizzazione del valore.
