Nuova mossa di Italmobiliare nel settore della sanità privata dove la holding guidata da Carlo Pesenti continua a investire attraverso Casa della Salute (CdS). Si tratta del network di 4o poliambulatori che punta a circa 80 milioni di fatturato a fine 2025, dopo investimenti complessivi pari a 100 milioni, la maggior parte in aumento di capitale. Quando Italmobiliare ha rilevato nel 2020 Cds, la società contava solo su otto strutture.
Ora la realtà guidata dal fondatore Marco Fertonani si prepara a investire almeno 35 milioni per inaugurare sei nuove strutture — ma anche macchinari e nuove tecnologie — dopo l’ultimo taglio del nastro a Cagliari. Il prossimo anno aggiungerà così un’altra clinica in Sardegna e sbarcherà in Valle d’Aosta, poi realizzerà anche quattro centri in Piemonte di cui tre a Torino. Poi sarà la volta della Toscana dove sono già state individuate alcune aree dove realizzare poliambulatori che la società prevede di inaugurare tra il 2026 e la prima metà del 2027. Sono piani che dovrebbero portare la società a superare i ioo milioni di ricavi già alla fine dell’anno.
Fin qui la società ha guardato a regioni dove c’è un’elevata domanda di sanità privata ma ora valuta anche geografie dove la competizione tra player del settore privato è più forte, come la Lombardia. Il 2025 per CdS è stato un anno di impegni intensi con l’inaugurazione di sei nuovi centri e, dopo Liguria (27 strutture) e Piemonte (u), è entrata in Sardegna (2). «Cds risponde alla sempre crescente domanda di cura e prevenzione attraverso un modello che coniuga elevata professionalità, tecnologie all’avanguardia, prezzi accessibili, attenzione al paziente e tempi di attesa ridotti. In cinque anni abbiamo investito oltre 100 milioni per lo sviluppo del network di cliniche, sottolinea Pesenti —. L’azienda, peraltro, ha appena adottato la forma giuridica di società benefit.
Nei prossimi anni — aggiunge — puntiamo a dare ulteriore impulso a questa crescita, entrando in nuove regioni e consolidando la presenza in quelle in cui CdS è già presente». Italmobiliare (88,5% del capitale di CdS), Fertonani (6,5%) e Rosario Bifulco (5%) hanno sostenuto lo sviluppo della realtà che rappresenta una delle piattaforme industriali sulle quali la holding punta sul lungo periodo, forte anche di un margine operativo di circa il 20% al netto dei costi di sviluppo.
