“Quello che ho passato è ormai archeologia. Il mondo è cambiato. Stiamo vivendo un passaggio generazionale. L’azienda la stanno mandando avanti i miei figli, con tanto di lauree e master. Il Pierino Persico è restato al bergamasco in una realtà dove come minimo si parla inglese. Adesso, sono loro i protagonisti: Claudia, Alessandra e Marcello Persico. Sono loro che sono in trincea. Le interviste occorre imbastirle con loro. Quello che stanno affrontando è un mondo molto più difficile del mio, dentro nel vortice di cambiamenti epocali”. Inizia così l’intervista rilasciata dal Cav. Lav. Pierino Persico durante la quale ha raccontato il passaggio di testimone ai figli e ribadito alcuni dei valori più distintivi del Gruppo che lui ha fondato.
“Erano tempi diversi. Se si voleva aprire un’attività tutto era molto più semplice, c’erano meno regole. Dove sono partito io, ai “Carocc di Albino”, oggi non mi darebbero neanche più il permesso di aprire nessuna attività artigianale, lì in centro al paese. Oggi, lavorando con tutto il mondo (proprio adesso di sopra negli uffici c’è un manager della Tesla), occorre un bagaglio di conoscenze che cinquant’anni fa era impensabile. I contratti che siglano i miei figli (io non vedo un contratto da anni) sono studiati prima dagli ingegneri e poi dagli avvocati per evitare fregature. Diciamo che ho gettato un seme di passione, serietà e un rapporto coi dipendenti come se fossero partner. E lo stesso vale con i clienti”.
“L’ambiente dove si lavora deve essere bello e luminoso. Noi realizziamo cose belle e i luoghi in cui le realizziamo devono far sentire bene le persone che ci lavorano. Per noi le persone assunte, belle teste e belle mani, sono importantissime: devono avere passione e sentire che stanno realizzando qualcosa che è stato pensato e vissuto intensamente. I nostri lavori hanno un’anima. Io sono partito dai modelli in legno: ogni pezzo era come una scultura, un’opera d’arte. Quando assumevo? Al di là delle competenze, guardavo la faccia”.
