Il Metropolitan Museum of Art ha riaperto la Michael C. Rockefeller Wing, ala dedicata alle arti dell’Africa, dell’Oceania e delle Americhe antiche, dopo un radicale intervento di riprogettazione degli spazi, durato quattro anni, del valore complessivo di 70 milioni di dollari.
Le diverse installazioni che compongono l’allestimento – vetrine ad altissime prestazioni conservative, plinti e basamenti con opere in esposizione libera e in dialogo diretto con l’architettura della gallerie – portano la firma della tecnologia italiana di Goppion, impresa storica milanese e primo attore internazionale nella progettazione e manifattura di sistemi espositivi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Il progetto di exhibit-design curato dallo studio WHY Architecture, sotto la guida dell’architetto Kulapat Yantrasast, propone una lettura autonoma, stratificata e contestualizzata dei manufatti delle civiltà rappresentate. Oltre 1.800 opere sono ora presentate in un allestimento che intreccia ricerca antropologica, dispositivi digitali, luce naturale e ingegneria museale di ultima generazione.
Goppion ha progettato e realizzato 282 vetrine su misura, concepite per rispondere a esigenze curatoriali e conservative complesse: materiali organici e inorganici, oggetti cerimoniali, sculture monumentali, reperti archeologici. Le teche — a isola, a parete e sospese a parete — coniugano ermeticità, sicurezza, tenuta all’aria e la migliore leggibilità degli oggetti nelle gallerie, integrando sistemi di microventilazione, sistemi di apertura sofisticati e strutture rigorose e invisibili. Tra i modelli più rilevanti: una vetrina a isola lunga oltre 7 metri, con porta scorrevole centrale, e una vetrina a parete alta oltre 5 metri, con top in vetro.
Alcune opere sono inoltre esposte su basamenti di pietra, dotati di una struttura metallica interna per garantire l’ancoraggio sicuro anche di reperti instabili. Tutte le soluzioni adottate nell’allestimento completo delle gallerie rispondono agli standard internazionali più avanzati in materia di conservazione preventiva, ed ai criteri validati dalle principali istituzioni museali internazionali.
La gestione logistica — dall’importazione delle basi, alla movimentazione delle vetrine più grandi attraverso Central Park e spazi aperti al pubblico del museo — ha rappresentato una delle sfide più complesse del progetto.
La stampa internazionale ha accolto con entusiasmo la riapertura della Rockefeller Wing. Holland Cotter, critico del New York Times, ha definito le nuove gallerie “una meraviglia ad ogni passo”, lodando la trasformazione di oggetti “una volta rinchiusi in vetrine squadrate” in presenze vive e accessibili. È in questo equilibrio tra tutela e rivelazione, tra tecnica e poesia, che si colloca il contributo di Goppion: rendere visibile ciò che per troppo tempo è stato confinato; far parlare la materia senza tradirla
Questo intervento consolida la collaborazione pluriennale tra Goppion e il Met, che include progetti per le British Galleries e la recente Northern Renaissance Sculpture and Decorative Arts Gallery, riaperta nel 2023. Attualmente, Goppion è impegnata nella realizzazione delle vetrine per la futura Ancient Near East and Cypriot Gallery del museo. In questo nuovo capitolo, l’ingegneria si fa dispositivo culturale: al servizio della memoria, della ricerca, della visione museale contemporanea.