Nella cassaforte di Euroitalia a Cavenago Brianza si conserva l’intero archivio del marchio di profumeria inglese acquisito dalla famiglia Sgariboldi di Monza nel 2021. Quelle formule sono ancora oggi di ispirazione per la creazione delle nuove fragranze del brand. Creare profumi per il Cav. Lav. Giovanni Sgariboldi e i suoi figli Davide, Andrea e Matteo è un affare di famiglia da quasi 50 anni.
«Ho iniziato nel 1978 con un piccolo laboratorio a Monza — spiega il fondatore, 81 anni, presidente e cavaliere del lavoro —. Provenivo dal settore farmaceutico e non riuscivo a capacitarmi del fatto che solo francesi e americani dominassero il mercato. Il mio obiettivo era quello di creare profumi italiani in Italia». Detto fatto: il primo flacone fu «Reporter», marchio di proprietà dell’azienda, poi iniziarono le collaborazioni con gli stilisti più in voga nella Milano da bere: Naj Oleari, El Charro, Moschino, Enrico Coveri. Un rapporto speciale è stato quello con Franco Moschino che disegnò la bottiglia per «Cheap and Chic» oggi esposta al Moma di New York: «Abbiamo portato avanti il progetto e siamo andati alla produzione dopo la sua morte — ricorda Sgariboldi — era una promessa che gli avevo fatto».
La svolta per l’azienda, che oggi ha 100 dipendenti, un indotto di 850 persone ed è prima in Italia per fatturato (892,5 milioni di euro e 50 milioni di profumi venduti) avviene con la licenza del marchio Dolce e Gabbana che porta i profumi creati a Cavenago in tutto il mondo fino al 2005. «Ora il nostro prodotto più venduto è Versace che è un caso di studio — racconta Davide Sgariboldi, 47 anni, general manager —. Partivamo da un fatturato di 40 milioni che è cresciuto 18 volte grazie ad essenze iconiche come Eros e la famiglia dei Crystals, alla cura nel packaging, alla comunicazione e alla cura nella distribuzione».
